Niente era per dirti che con quei tuoi occhi ci sai fare
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Ti aspetto qui, seduto sotto al sole
Le strade sono come vene che si intrecciano
Per arrivarti al cuore
E non mi dire di no, che a te non te ne frega
E se mi dici che adesso tu non sei più mia
Fa paura lo stesso anche se è una bugia
“Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
prendi giù un libro, cerchi questi versi
e leggi che io sto lì in ginocchio, l’orecchio
contro il tuo petto dove i muscoli
si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,
e che mi passi le dita fra i capelli,
sfilando dalla massa ribelle ciocche
sottili come segnalibri di seta scarlatta,
e mi accarezzi le guance come se lisciassi
veline tra rigide illustrazioni,
e mi tiri verso di te
per leggermi solo negli occhi, vedrai,
argentato e monocromo, te stesso,
seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
cercare questi versi, e allora, amore,
non saprai chi di noi due legge
ora, chi scrive, e chi è scritto.”
- Kate Clanchy, Incantesimo.
“* Quanto tempo è passato da quando qualcuno ha toccato una parte di te all’infuori del tuo corpo?”
—
Laurel Hoodwrit
“Le ombre appartengono al capolavoro, che altrimenti non ci sarebbe. Non esistono quadri fatti di sola luce.”
— Alessandro D'Avenia, Ciò che inferno non è
“Vita io ti credo
tu così purissima
da non sapere il modo
l'arte di difendermi
e cosi ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d'aver perduto
Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
Siamo angeli con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare”



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