Ti aspetto qui, seduto sotto al sole
Le strade sono come vene che si intrecciano
Per arrivarti al cuore
E non mi dire di no, che a te non te ne frega
E se mi dici che adesso tu non sei più mia
Fa paura lo stesso anche se è una bugia
Ti aspetto qui, seduto sotto al sole
Le strade sono come vene che si intrecciano
Per arrivarti al cuore
E non mi dire di no, che a te non te ne frega
E se mi dici che adesso tu non sei più mia
Fa paura lo stesso anche se è una bugia
“a volte mi metto a immaginare quanto sarebbe meraviglioso se mi telefonassi solo perché sì semplicemente come uno che ha avuto sete ed è andato a bere un bicchiere d’acqua”
—
José Saramago
“Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
prendi giù un libro, cerchi questi versi
e leggi che io sto lì in ginocchio, l’orecchio
contro il tuo petto dove i muscoli
si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,
e che mi passi le dita fra i capelli,
sfilando dalla massa ribelle ciocche
sottili come segnalibri di seta scarlatta,
e mi accarezzi le guance come se lisciassi
veline tra rigide illustrazioni,
e mi tiri verso di te
per leggermi solo negli occhi, vedrai,
argentato e monocromo, te stesso,
seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
cercare questi versi, e allora, amore,
non saprai chi di noi due legge
ora, chi scrive, e chi è scritto.”
- Kate Clanchy, Incantesimo.
“* Quanto tempo è passato da quando qualcuno ha toccato una parte di te all’infuori del tuo corpo?”
—
Laurel Hoodwrit
“Le ombre appartengono al capolavoro, che altrimenti non ci sarebbe. Non esistono quadri fatti di sola luce.”
— Alessandro D'Avenia, Ciò che inferno non è